La lunga «liaison»

luglio 22, 2017

La lunga «liaison» tra l’India e l’acciaio

di Valerio Castronovo

E’ stata annunciata per domani un’agitazione dei lavoratori a Taranto e in Liguria sulla questione degli esuberi previsti negli stabilimenti dell’Ilva. Come è noto, a inizio giugno è stata sancita dal Governo l’aggiudicazione al gruppo capitanato dall’imprenditore anglo-indiano Lakshmi Mittal, in cordata le Industrie Marcegaglia (partecipanti per il 15% a quest’operazione), dell’Ilva di Taranto che, insieme agli impianti attivi in Liguria (un tempo dell’Italsider e poi della famiglia Riva), costituisce il principale complesso siderurgico europeo. Il ceo di Arcelor Mittal intende investire nel colosso italiano dell’acciaio (che dal 2015 era in amministrazione controllata) circa 4,5 miliardi di euro, di cui 1,25 per il disinquinamento ambientale nella città pugliese. Si tratta ora di vedere quanti saranno i dipendenti previsti in esubero: ciò che ha già mobilitato i sindacati sul piede di guerra.

Intanto l’acquisizione di questo campione dell’industria europea, da parte di una holding di matrice indiana, rappresenta a suo modo una rivalsa, dopo più di tre secoli, nei confronti del Vecchio continente. Infatti l’India non esportava in passato soltanto spezie delle più diverse specie e panni di lino e tele stampate di cotone di pregevole fattura. E ciò, grazie non solo a un sistema di norme codificate…

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