La siderurgia italiana tenta il riscatto

settembre 18, 2017

Acciaio: dall’Ilva all’Alcoa e a Piombino, la siderurgia italiana tenta il riscatto

Con alcune operazioni aziendali in dirittura (Ilva, Piombino, Alcoa) e con i segnali di ripresa congiunturale, in Italia si sta ricomponendo una “squadra” di fabbriche siderurgiche di primo piano. La proprietà è prevalentemente straniera, ma stabilimenti e posti di lavoro sono nel Paese. Restano da sciogliere nodi sindacali e ambientali.

di MARCO PATUCCHI

lucchini-piombino

ROMA - Sarà entro l’anno. Al più tardi nei primi mesi del 2018. Una congiunzione astrale che allinea dinamiche di mercato e operazioni aziendali in dirittura (Ilva, Piombino, Alcoa), sta rimettendo insieme tutti i pezzi della siderurgia italiana restituendo al Paese, secondo produttore europeo dopo la Germania, una “squadra” di fabbriche da Champions League. Restano importanti nodi sindacali e ambientali da sciogliere – e l’autunno, in questo senso, si preannuncia caldo e decisivo – ma la strada sembra ormai tracciata e, pur parlando prevalentemente straniero, è quella che dovrebbe portare al consolidamento di un asset fondamentale del sistema manifatturiero nazionale. Con punte di eccellenza tecnologica e di prodotto. E, soprattutto, con potenzialità occupazionali da cogliere.

Nei primi sette mesi dell’anno la produzione siderurgica italiana ha raggiunto 14,471 milioni di tonnellate…

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