Paradossi dell’acciaio

luglio 15, 2017

Paradossi dell’acciaio: la Cina produce troppo ma le manca il tondino

di Sissi Bellomo
6 luglio 2017

cina-acciaio

La Cina è a corto di acciaio. Sembra un’assurdità, visto che il colosso asiatico è sotto accusa in tutto il mondo per aver esportato valanghe di prodotti siderurgici sotto costo. Eppure è proprio così. E il fenomeno, come tutto ciò che riguarda il colosso asiatico, sta cominciando a provocare ripercussioni anche oltre confine.

Le carenze, benintenso, non dipendono dal fatto che Pechino ha scaricato troppo acciaio all’estero (anche se l’export da qualche mese è in netta diminuzione). In realtà il problema riguarda una sola categoria di prodotti, di qualità così bassa che di solito non vale neppure la pena esportarli, perché i costi di trasporto rischiano di superare il valore della merce: si tratta degli acciai lunghi per edilizia, tondini o billette rudimentali, sfornati da fabbriche inquinanti che il Governo – in nome della tutela dell’ambiente – ha cominciato a chiudere. Stavolta davvero e non solo sulla carta, come mille volte in passato.

È questa l’origine delle carenze, che hanno attirato l’attenzione degli speculatori locali, spingendoli a scommettere sul rialzo sull’acciaio: alla Shanghai Futures Exchange il prezzo della vergella sta salendo da settimane e ieri ha raggiunto un…

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